Il contatore che salta mentre il forno è acceso e parte la lavatrice è la scena più comune delle case italiane. La soluzione ovvia — aumentare la potenza — a volte è quella giusta, a volte è un costo permanente per un problema occasionale.
Potenza impegnata e potenza disponibile
Il contratto domestico standard prevede 3 kW di potenza impegnata. I contatori elettronici tollerano un margine: la potenza disponibile è circa il 10% in più, quindi 3,3 kW. Il distacco scatta quando si supera quel valore per un tempo prolungato; superamenti brevi sono ammessi.
Quando serve davvero aumentare
- Piano cottura a induzione, che da solo può assorbire più di 3 kW.
- Pompa di calore o climatizzazione elettrica come riscaldamento principale.
- Ricarica di un’auto elettrica a casa, anche in modalità lenta.
- Scaldabagno elettrico di grande capacità usato insieme ad altri elettrodomestici.
- Attività professionale in casa con apparecchiature dedicate.
Quando invece non serve
Se il contatore salta due volte l’anno, sempre nella stessa situazione — forno più lavastoviglie più asciugatrice tutti insieme — la soluzione economicamente sensata è spostare un carico di mezz’ora, non pagare una quota fissa più alta per dodici mesi l’anno. Il conto è semplice: quanto costa in più la quota fissa annua rispetto al fastidio di due distacchi.
I due costi
- Una tantum: un contributo regolato per la modifica contrattuale, che cresce con l’entità del salto di potenza. Compare nella prima bolletta utile.
- Per sempre: la quota fissa della tariffa di trasporto è proporzionale alla potenza impegnata. Passando da 3 a 6 kW quella componente raddoppia, e la paghi ogni mese finché non torni indietro.
È il motivo per cui "prendo 6 kW così sto tranquillo" è quasi sempre una scelta cara: la tranquillità la si paga anche nei mesi in cui non serve.
Come si chiede
La richiesta si presenta al venditore, che la inoltra al distributore. Servono POD, intestatario, potenza desiderata e, in alcuni casi, la dichiarazione di conformità dell’impianto: un impianto vecchio dimensionato per 3 kW potrebbe non reggere 6 kW in sicurezza. Con i contatori di seconda generazione l’operazione si esegue da remoto in pochi giorni lavorativi.
Prima di chiedere, misura
I contatori elettronici mostrano la potenza istantanea assorbita. Accendi tutto quello che usi normalmente insieme e guarda il valore: se resti sotto i 3 kW e i distacchi capitano solo in situazioni eccezionali, la potenza attuale ti basta. Se sfiori i 3 kW nella normalità quotidiana, l’aumento è giustificato.
Se vuoi che il conto lo facciamo insieme, chiamaci al 02 4070 6191: bastano la potenza attuale e due informazioni su come vivi la casa.
Domande frequenti
Quanto costa aumentare la potenza?
C’è un contributo una tantum regolato, che dipende dal salto di potenza richiesto, e poi un aumento permanente della quota fissa di trasporto in bolletta. È la seconda voce a pesare di più nel tempo.
Serve un intervento a casa?
Nella maggior parte dei casi no: con i contatori elettronici la modifica si fa da remoto in pochi giorni. Serve un intervento solo se l’impianto o la linea non reggono la nuova potenza.
Posso tornare indietro?
Sì, la potenza si può anche ridurre, con una nuova richiesta. Ma è un’altra pratica, con un altro contributo: meglio scegliere bene la prima volta.
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