Quando l’intestatario di una fornitura viene a mancare, il contratto non si estingue da solo: continua a esistere a nome di una persona che non c’è più. Regolarizzare l’intestazione non è una formalità burocratica, è ciò che permette a chi resta di gestire la fornitura — cambiare offerta, contestare una bolletta, chiedere il bonus sociale.
Chi può richiederla
- Il coniuge o convivente che continua ad abitare nell’immobile.
- Un erede, anche prima della conclusione formale della successione.
- Chi ha titolo sull’immobile a seguito della successione, per esempio dopo una divisione.
Non serve attendere l’accettazione dell’eredità né la dichiarazione di successione: si procede con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta la propria qualità.
Documenti
- Certificato di morte o autocertificazione del decesso.
- Documento d’identità e codice fiscale del nuovo intestatario.
- Dichiarazione sostitutiva relativa alla qualità di erede o di convivente.
- POD o PDR e indirizzo esatto della fornitura.
- Una bolletta recente, utile ma non indispensabile.
- IBAN, se si vuole la domiciliazione.
Perché conviene farla subito
Perché fino a quel momento nessuno, formalmente, è il cliente. Il venditore non può dare informazioni contrattuali a chi non è intestatario, non si può cambiare offerta, non si può attivare o mantenere il bonus sociale, e un eventuale reclamo parte azzoppato. Inoltre la fornitura resta collegata a un’anagrafica che nel tempo può generare blocchi automatici.
Se l’immobile resta vuoto
Vale la pena decidere presto: tenere attiva una fornitura inutilizzata comporta comunque le quote fisse. Se l’immobile verrà venduto o affittato entro pochi mesi, conviene volturare e lasciare attivo; se resterà chiuso a lungo, si può valutare la cessazione, ricordando che per riaprire servirà un subentro.
Le bollette del periodo intermedio
I consumi effettuati restano dovuti e rientrano nella posizione ereditaria. Se nel frattempo continuano ad arrivare bollette intestate al defunto, non vanno ignorate: si paga, si conserva la ricevuta e si procede con la voltura, indicando la lettura del contatore alla data del cambio come linea di confine.
È una pratica che si fa in un momento in cui si ha altro per la testa. Se vuoi che ce ne occupiamo noi, chiamaci al 02 4070 6191: ti diciamo esattamente quali due documenti servono e al resto pensiamo noi.
Domande frequenti
Chi può chiedere la voltura dopo un decesso?
Un erede o un familiare convivente, dimostrando il proprio titolo. Non serve aver concluso la successione: si può procedere con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Le bollette intestate al defunto vanno pagate?
I consumi effettuati restano dovuti e rientrano nella posizione ereditaria. Continuare a pagarle senza volturare, però, è il modo più semplice per far accumulare problemi: meglio regolarizzare l’intestazione subito.
Cambia qualcosa nei costi rispetto a una voltura normale?
Nella sostanza no: è una voltura, con le stesse voci. Alcuni venditori applicano condizioni agevolate in questo caso specifico, ma non è un obbligo generale.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.