Zone climatiche: quando e quanto puoi accendere il riscaldamento

Le sei zone climatiche italiane, i periodi di accensione, le ore giornaliere e la temperatura massima consentita.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

L’Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A alla F, in base ai gradi giorno di ciascun comune: un indice che sintetizza quanto è rigido il clima locale. La zona determina in quale periodo dell’anno e per quante ore al giorno gli impianti di riscaldamento possono funzionare.

Il quadro

ZonaPeriodo di accensioneOre al giorno
A1 dicembre - 15 marzo6
B1 dicembre - 31 marzo8
C15 novembre - 31 marzo10
D1 novembre - 15 aprile12
E15 ottobre - 15 aprile14
Fnessuna limitazionenessuna limitazione

Le ore vanno distribuite nell’arco della giornata, di norma tra le 05:00 e le 23:00. Gran parte del territorio italiano ricade in zona D o E: Milano, Torino e Bologna sono in zona E; Roma e Firenze in zona D; Palermo e Catania in zona B.

La temperatura

Negli edifici residenziali il riferimento è 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per altre categorie di edifici — per esempio quelli industriali e artigianali — il valore di riferimento è più basso. Ogni grado in più comporta un aumento sensibile del consumo: la regola pratica del settore è che si parla di diverse unità percentuali per ciascun grado.

Le deroghe

  • I sindaci possono ampliare o ridurre periodi e orari in caso di condizioni climatiche eccezionali.
  • Ci sono deroghe per ospedali, case di cura, scuole materne, piscine e simili.
  • Gli impianti a pompa di calore ad alta efficienza e alcune configurazioni particolari hanno regole proprie.

Cosa cambia tra centralizzato e autonomo

In un condominio con riscaldamento centralizzato gli orari li imposta l’amministratore secondo la delibera assembleare, entro i limiti di legge: è lì che le regole si vedono nella pratica. Con un impianto autonomo il rispetto è affidato al singolo, e il controllo è nei fatti raro; resta però un limite normativo.

Come usare bene le ore che hai

  • Meglio costante che a strappi. Spegnere e riaccendere a temperatura più alta consuma in genere più che mantenere una temperatura moderata.
  • Termostato e cronotermostato valgono più di qualunque cambio di offerta: sono la leva più efficace sulla bolletta del gas.
  • Valvole termostatiche sui radiatori: permettono di non scaldare stanze che non usi.
  • Spurgo dei radiatori a inizio stagione: aria nei termosifoni significa caldaia che lavora per niente.

Se vuoi capire quanto pesano davvero le tue abitudini di riscaldamento sulla bolletta, chiamaci al 02 4070 6191: partiamo dal consumo annuo in Smc e ragioniamo su quello.

Domande frequenti

Chi decide la zona climatica del mio comune?

È stabilita dalla normativa nazionale in base ai gradi giorno del comune, un indice che misura la rigidità del clima. Non cambia da un anno all’altro.

Sono limiti o indicazioni?

Sono limiti, con possibilità di deroga da parte dei sindaci in caso di condizioni climatiche particolari. Per gli impianti autonomi il controllo è nei fatti raro, ma la regola esiste ed è quella.

La temperatura massima è davvero 20 gradi?

Per gli edifici residenziali il riferimento è 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per alcune categorie di edifici, come quelli industriali, i valori sono più bassi.

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