Accise e IVA sul gas naturale: come funzionano gli scaglioni

La fiscalità del gas è a scaglioni e cambia tra Nord e Sud. Ecco perché il tuo costo per metro cubo aumenta con il consumo.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

Sul gas la fiscalità pesa parecchio ed è costruita in modo che il costo medio per metro cubo cresca con il consumo. È l’opposto di quel che ci si aspetta e spiega perché la bolletta invernale non sia semplicemente proporzionale a quella autunnale.

L’accisa

È un’imposta sulla quantità, espressa in euro per metro cubo, e per gli usi civili è organizzata a scaglioni crescenti di consumo annuo. Ogni scaglione ha la sua aliquota: superata una soglia, i metri cubi in eccesso pagano di più. In più, le aliquote differiscono tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud e delle isole, dove sono più basse.

A questa si aggiunge l’addizionale regionale, dove prevista, con importi decisi dalle singole Regioni.

L’IVA

  • Usi domestici: 10% fino a 480 Smc l’anno, 22% sulla parte eccedente.
  • Usi industriali e commerciali: in genere 22%, detraibile per il soggetto passivo.
  • Alcuni usi specifici — per esempio in agricoltura o in determinate lavorazioni — hanno aliquote agevolate previste dalla normativa.

L’IVA si applica anche sull’accisa: è un’imposta calcolata su una base che comprende un’altra imposta.

Cosa significa in pratica

Prendiamo due famiglie identiche, una che consuma 400 Smc l’anno e una che ne consuma 1.400. La seconda non paga tre volte e mezzo la prima: paga di più, perché una parte dei suoi metri cubi ricade in scaglioni di accisa più alti e nell’IVA al 22%. Il costo medio per metro cubo della seconda è più alto.

Conseguenza operativa: ridurre i consumi vale più di quanto sembri, perché i metri cubi che togli sono quelli marginali, cioè i più tassati.

Il condominio a uso domestico

Un impianto centralizzato che serve abitazioni mantiene il trattamento fiscale domestico, IVA al 10% entro le soglie comprese, anche se il contratto è intestato al condominio. La condizione va dichiarata correttamente al venditore: quando non lo è, il condominio paga il 22% su tutto. È uno degli errori più costosi e più frequenti che vediamo, e recuperare gli arretrati è possibile ma lungo.

Cosa controllare in bolletta

  1. Che la tipologia d’uso sia corretta: domestico, condominio a uso domestico, altri usi.
  2. Che le aliquote applicate corrispondano alla tua regione.
  3. Che la ripartizione tra IVA al 10% e al 22% sia coerente con il consumo annuo.

Se sospetti che la tipologia d’uso sia sbagliata, è una verifica che facciamo in cinque minuti: 02 4070 6191.

Domande frequenti

Perché in bolletta ci sono due aliquote IVA?

Perché per gli usi domestici l’IVA è al 10% fino a 480 Smc l’anno e al 22% sulla parte eccedente. Se riscaldi a gas superi quasi certamente quella soglia, e la bolletta mostra entrambe.

L’accisa è uguale in tutta Italia?

No. Per gli usi civili le aliquote sono più basse nelle regioni del Sud e delle isole rispetto al Centro-Nord. È una differenza storica prevista dalla normativa.

Le imposte dipendono dal fornitore?

No, in nessun modo. Sono identiche per tutti i venditori: un’offerta non può renderle più basse.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.

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