Come si legge la bolletta del gas, voce per voce

Metri cubi, standard metri cubi, coefficiente C: perché il numero sul contatore non è quello che paghi, e come si controlla.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

La bolletta del gas ha la stessa struttura di quella della luce — quattro blocchi di spesa — ma con una complicazione in più che genera la maggior parte dei dubbi: quello che leggi sul contatore non è quello che paghi. Non è un trucco, è fisica, ed è scritto nero su bianco in bolletta.

Metri cubi e standard metri cubi

Il contatore misura il volume di gas che passa, in metri cubi, alle condizioni di temperatura e pressione del posto in cui si trova. Ma un metro cubo di gas in montagna contiene meno energia di un metro cubo a livello del mare, perché l’aria è più rarefatta. Per far pagare a tutti la stessa energia, il volume letto viene convertito in standard metri cubi moltiplicandolo per il coefficiente C, fissato per legge in base all’altitudine e alla zona climatica del comune.

Il coefficiente vale in genere tra 0,95 e 1,08. In bolletta trovi entrambi i numeri: i mc rilevati e gli Smc fatturati. Se moltiplichi i primi per il coefficiente indicato devi ottenere i secondi. È il primo controllo da fare, e richiede dieci secondi.

I quattro blocchi

  1. Spesa per la materia gas naturale. Il prezzo dello Smc più le quote fisse del venditore. L’unica voce che dipende dall’offerta che hai scelto.
  2. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Definita da ARERA in base alla zona tariffaria del distributore e alla classe del tuo contatore. Uguale per tutti i venditori nella stessa zona.
  3. Spesa per oneri di sistema. Componenti fissate dall’Autorità per finalità generali, comprese quelle che finanziano il bonus sociale. Non dipendono dal venditore.
  4. Imposte. Qui il gas è più complicato della luce: accisa a scaglioni di consumo, con aliquote diverse tra Centro-Nord e Sud; addizionale regionale; IVA al 10% fino a 480 Smc l’anno e al 22% oltre.

Perché il costo medio cresce con il consumo

Accise e IVA a scaglioni fanno sì che il tuo costo medio per Smc aumenti man mano che consumi di più. È l’opposto di quello che intuitivamente ci si aspetta e spiega perché la bolletta di gennaio non sia semplicemente il doppio di quella di novembre a fronte di un consumo doppio: c’è anche uno scalino fiscale.

Il calcolo del costo reale

costo medio = (totale bolletta − imposte) ÷ Smc fatturati

Come per la luce, è questo il numero da confrontare con le offerte, non il prezzo di listino. Fallo su un anno intero, o almeno su una stagione di riscaldamento completa: farlo su una bolletta estiva, quando usi il gas solo per cucinare, dà un risultato altissimo e privo di significato.

Autolettura: quando serve davvero

Se il contatore non è teleletto, il distributore passa poche volte l’anno e nel frattempo il venditore fattura su stima. L’autolettura comunicata nella finestra indicata in bolletta sostituisce la stima con il dato vero ed evita conguagli pesanti. Su una fornitura con riscaldamento autonomo è la singola abitudine che fa più differenza nella gestione della spesa.

I dati da avere sotto mano

  • PDR: quattordici cifre, identifica il punto di riconsegna.
  • Classe del contatore: G4 e G6 sono le domestiche più diffuse; determina la quota fissa di trasporto.
  • Consumo annuo in Smc: il dato indispensabile per qualunque preventivo serio.
  • Coefficiente C: ti dice se stai confrontando mele con mele quando guardi un’altra offerta.

Quando conviene farsi aiutare

Se hai ricevuto un conguaglio che non ti spieghi, se il coefficiente C sembra sbagliato o se non capisci perché la tua bolletta abbia due aliquote IVA diverse, chiamaci al 02 4070 6191: sono le tre domande che ci fanno più spesso e si risolvono in una telefonata.

Domande frequenti

Perché sulla bolletta ci sono due numeri diversi di metri cubi?

Uno è quello letto sul contatore (mc), l’altro è quello su cui paghi (Smc), ottenuto moltiplicando per il coefficiente C del tuo comune. Il coefficiente tiene conto di altitudine e clima ed è stabilito per legge, non dal venditore.

Dove trovo il PDR?

Nella prima pagina, tra i dati della fornitura. Sono quattordici cifre e identificano il punto di riconsegna del gas. Serve per volture, subentri e cambi fornitore.

Perché pago l’IVA al 22% se sono in casa mia?

Per gli usi domestici l’IVA è al 10% fino a 480 Smc l’anno; sulla parte eccedente diventa 22%. Se riscaldi con il gas superi quella soglia quasi sicuramente, e vedi entrambe le aliquote nella stessa bolletta.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.

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