La bolletta della luce spaventa perché è lunga, non perché sia complicata. Le voci sono regolate da ARERA e sono le stesse per tutti i venditori: cambia quanto costano, non come si chiamano. Una volta capita la struttura, le trenta righe si riducono a quattro blocchi e a un solo numero che ti interessa davvero.
I quattro blocchi
Ogni bolletta di energia elettrica, per obbligo di legge, riassume la spesa in quattro voci. Le trovi nella pagina di sintesi, prima del dettaglio.
- Spesa per la materia energia. È il prezzo dell’elettricità che consumi, più le quote fisse del venditore. È l’unica voce che cambia scegliendo un’offerta diversa. Su una fornitura domestica pesa in genere tra il 40% e il 55% del totale.
- Spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Paga la rete che porta l’energia fino a casa tua e il servizio di misura. La tariffa la stabilisce ARERA e dipende dal distributore della tua zona, non dal venditore. Nessuno può fartela pagare meno.
- Spesa per oneri di sistema. Coprono costi generali del sistema elettrico stabiliti per legge. Anche questi sono identici per tutti i venditori. Cambiano con il livello di consumo e con il tipo di utenza.
- Imposte. Accisa sull’energia elettrica e IVA. Per gli usi domestici l’IVA è al 10%, in prima come in seconda casa; sale al 22% sugli usi non domestici. Tra residente e non residente cambiano invece le accise: l’agevolazione sui primi 150 kWh al mese vale solo per la residenza con potenza fino a 3 kW.
Il numero che conta: quanto paghi davvero al kWh
Non è il prezzo scritto nel contratto. È questo:
costo medio = (totale bolletta − imposte) ÷ kWh consumati nel periodo
Fai questo conto sulle ultime quattro bollette e avrai il tuo costo reale per kilowattora, comprensivo di quote fisse, oneri e trasporto. È l’unico numero che permette di confrontare la tua situazione attuale con un’offerta nuova, perché sintetizza tutto. Chi confronta solo il prezzo dell’energia scritto nelle due offerte sta guardando meno di metà del problema.
I dati della fornitura
Nella prima pagina, in genere in alto a destra, c’è il riquadro che serve per qualunque pratica.
- POD: il codice del punto di prelievo, formato
IT001E12345678. Identifica la presa fisica, non te: resta lo stesso anche se cambi venditore dieci volte. - Potenza impegnata e potenza disponibile: tipicamente 3 kW e 3,3 kW. La seconda è il limite oltre il quale il contatore stacca.
- Tipologia di utenza: domestico residente, domestico non residente, altri usi. Determina le accise e, fra domestico e altri usi, l’aliquota IVA.
- Consumo annuo: i kWh degli ultimi dodici mesi. È il dato da avere sotto mano quando chiedi un preventivo: senza quello, ogni stima è aria.
Letture effettive e letture stimate
Nel dettaglio consumi ogni lettura è marcata come effettiva (rilevata dal distributore o comunicata da te) o stimata (calcolata su un profilo di consumo). Con i contatori elettronici di seconda generazione le letture effettive sono la norma, ma le stime esistono ancora. Una sequenza di bollette stimate seguita da un conguaglio pesante è la causa numero uno delle bollette “impazzite”.
Le fasce orarie
Se hai un’offerta a fasce, i consumi sono divisi in F1, F2 e F3. F1 è il lunedì-venerdì dalle 08:00 alle 19:00; F2 le prime ore della mattina e la sera dei feriali più il sabato di giorno; F3 la notte, la domenica e i festivi. Guardare come si distribuiscono i tuoi kWh tra le tre fasce dice, da solo, se un’offerta a fasce ti conviene o no.
Le voci che non dovrebbero esserci
Alcune righe meritano una domanda al venditore, perché non fanno parte della fornitura in senso stretto: assicurazioni, servizi di assistenza, manutenzioni caldaia, prodotti accessori. Sono legittimi se li hai sottoscritti, ma sono contratti a parte e vanno valutati per quello che costano, non come se fossero energia. Se compaiono senza che tu ricordi di averli chiesti, è il caso di chiedere copia del contratto.
Cosa fare se non ti torna
Prima di aprire un contenzioso, fai i tre controlli che risolvono la maggior parte dei casi: verifica che la lettura di partenza dell’ultima bolletta coincida con quella finale della precedente; verifica se ci sono state letture stimate; verifica se il periodo fatturato è più lungo del solito. Se dopo questi tre controlli il conto non torna ancora, chiamaci al 02 4070 6191 e lo guardiamo insieme.
Domande frequenti
Come faccio a sapere quanto pago al kWh?
Prendi il totale della bolletta al netto delle imposte e dividilo per i kWh consumati nel periodo. È il costo medio reale, quello che serve per confrontare le offerte: il prezzo scritto nel contratto è solo una parte del conto.
Perché pago anche se non ho consumato niente?
Perché una parte della bolletta è fissa: la quota per la gestione del contatore, la quota potenza e alcune componenti degli oneri di sistema si pagano per il solo fatto di avere una fornitura attiva. Una casa vuota costa comunque qualche decina di euro l’anno.
Dove trovo il POD?
In alto nella prima pagina, nella sezione dei dati della fornitura. Comincia sempre con IT, poi tre cifre, poi una E, poi otto caratteri. È il codice del punto di prelievo e non cambia mai, nemmeno se cambi fornitore.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.