Il timore più diffuso — restare al buio durante il cambio — non ha fondamento tecnico. Chi porta fisicamente l’energia in casa tua è il distributore, ed è deciso dal territorio: non cambia mai, qualunque contratto tu firmi. Il venditore è solo chi ti compra l’energia e ti manda la bolletta. Cambiare venditore vuol dire cambiare intestazione della fattura, non l’impianto.
Cosa ti serve
- Un documento d’identità e il codice fiscale dell’intestatario.
- Il POD (luce) o il PDR (gas): li trovi in prima pagina della bolletta.
- L’indirizzo esatto della fornitura.
- L’IBAN, se scegli la domiciliazione bancaria.
- Il consumo annuo, per farti fare una stima sensata.
Non servono: il contratto vecchio, l’autorizzazione del proprietario di casa se sei tu l’intestatario, né alcuna comunicazione al distributore.
I passaggi
- Scegli l’offerta. Confronta sul tuo costo medio reale, non sul prezzo pubblicizzato.
- Firmi il contratto e dai mandato. Con la firma autorizzi il nuovo venditore ad agire per tuo conto: sarà lui a chiedere lo switch al Sistema Informativo Integrato e a chiudere il rapporto precedente.
- Parte il ripensamento. Se hai firmato fuori dai locali commerciali o a distanza — telefono, porta a porta, web — hai quattordici giorni per ripensarci senza dover motivare nulla.
- Lo switch si esegue. Avviene sempre il primo giorno di un mese. Le richieste inviate entro il termine mensile previsto si perfezionano il mese successivo.
- Arriva l’ultima bolletta del vecchio venditore. Con la lettura di chiusura. Controllala: è quella su cui si concentrano gli errori.
Quello che non succede
- Nessuno viene a casa. Non c’è nessun intervento tecnico da fare.
- Il contatore non viene sostituito e il numero di serie resta lo stesso.
- Il POD e il PDR non cambiano: sono legati al punto fisico, non al contratto.
- Non perdi il bonus sociale: è agganciato al POD e alla tua situazione ISEE, non al venditore.
Il momento giusto
Non c’è un momento vietato, ma ce n’è uno consigliato: quando ricevi la comunicazione di variazione delle condizioni economiche. Il venditore deve inviarla con almeno tre mesi di preavviso, e in quella finestra hai tutto il tempo di confrontare senza subire il nuovo prezzo nemmeno per un mese.
Se hai debiti con il venditore attuale
Il venditore uscente può opporsi allo switch se risulti moroso, secondo le procedure previste. Non è un ricatto: è una tutela contro chi cambierebbe fornitore ogni volta per non pagare. Se hai una posizione aperta, sistemala o concorda un piano prima di avviare il cambio.
Se preferisci che la pratica la segua qualcuno, chiamaci al 02 4070 6191: la gestiamo noi dall’inizio alla fine, e se dal confronto risulta che ti conviene restare dove sei, te lo diciamo.
Domande frequenti
Cambiare fornitore costa qualcosa?
No. Il cambio è gratuito per legge per i clienti domestici e non comporta interventi sul contatore. Se qualcuno ti chiede un contributo per lo switch, non è una pratica regolare.
Devo disdire il contratto vecchio?
No, e non devi farlo. È il nuovo venditore che, con il mandato che gli dai, avvia lo switch e chiude il rapporto precedente. Una disdetta inviata per conto tuo rischia solo di far cessare la fornitura invece di trasferirla.
Resto senza luce durante il passaggio?
Mai. Il contatore è lo stesso, la rete è la stessa, il distributore è lo stesso: cambia soltanto chi ti fattura. Il passaggio è un’operazione amministrativa e non c’è alcun momento in cui la fornitura si interrompe.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.