Recedere da un contratto di luce o gas

Il cliente domestico può recedere in qualsiasi momento con un mese di preavviso, senza penali. Chi lo fa per te e quando conviene farlo da solo.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

Il recesso è il diritto di sciogliere il contratto. Nel mercato dell’energia è regolato in modo molto favorevole al cliente domestico, ma va usato nel modo giusto: la stessa parola indica due situazioni molto diverse, e confonderle è il tipico errore che lascia una casa senza fornitura.

Le due situazioni

  • Recesso per cambio fornitore (switch). Vuoi passare a un altro venditore mantenendo attiva la fornitura. Non devi fare nulla: il recesso lo esercita il nuovo venditore con il mandato che gli firmi.
  • Recesso per cessazione. Vuoi chiudere del tutto la fornitura, per esempio perché lasci un immobile che resterà vuoto o che verrà demolito. Qui il recesso lo mandi tu, e il contatore viene chiuso.

Se stai traslocando e in casa entra qualcun altro, non serve nessuno dei due: serve una voltura.

Preavviso e costi

Per i clienti domestici il preavviso è di un mese e non sono ammesse penali, spese di uscita o costi di recesso. Il divieto vale anche per le microimprese in bassa tensione. Nel mercato business più strutturato le clausole di durata minima con indennizzo sono invece legittime: se hai una partita IVA, la voce "recesso anticipato" delle condizioni generali va letta prima della firma, non dopo.

Come si scrive

Quando il recesso lo devi mandare tu, servono: dati dell’intestatario, POD o PDR, indirizzo della fornitura, data dalla quale il recesso deve avere effetto, e un canale che lasci prova della data — posta elettronica certificata, raccomandata o il modulo ufficiale del venditore. Conserva la ricevuta: è quella che conta se poi arriva una fattura per un periodo successivo.

Il caso del recesso "a mercato"

Quando il venditore ti comunica una modifica unilaterale delle condizioni economiche, hai diritto di recedere senza oneri entro i termini indicati nella comunicazione. È la finestra migliore per guardarsi intorno: parti da una posizione in cui nessuno può contestarti nulla e hai già in mano il confronto tra vecchio e nuovo prezzo.

Errore da non fare

Mandare la disdetta al vecchio venditore e firmare con il nuovo. Si finisce con una richiesta di cessazione e una di switch sullo stesso punto: una delle due viene scartata e nel caso peggiore la fornitura viene chiusa, con la necessità di un subentro a pagamento per riattivarla. Se hai un dubbio su quale pratica ti serve, chiamaci al 02 4070 6191 prima di mandare qualsiasi cosa.

Domande frequenti

Ci sono penali per uscire prima?

Per i clienti domestici e per le microimprese in bassa tensione non sono ammesse penali di recesso. Per le altre utenze business i contratti possono prevedere indennizzi: vanno letti prima di firmare.

Devo mandare io la disdetta se cambio fornitore?

No. Il recesso lo esercita il nuovo venditore per tuo conto, con il mandato che gli hai dato. Mandarla per conto tuo è il modo più semplice per far cessare la fornitura invece di trasferirla.

Quanto preavviso serve?

Un mese, per i clienti domestici. Il termine decorre dal ricevimento della comunicazione da parte del venditore.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.

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