Prezzo fisso o prezzo variabile: come si sceglie

Non è una scommessa sul mercato: è una scelta su quanto rischio vuoi in bolletta. I criteri per decidere senza indovinare il futuro.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

È la domanda che ci fanno più spesso, e quasi sempre nella forma sbagliata: "cosa conviene?". Nessuno sa dove andranno i prezzi dell’energia nei prossimi dodici mesi. La domanda giusta è un’altra: quanta variabilità sopporta il tuo bilancio?

Cosa sono, in una riga

  • Fisso: il prezzo della materia prima resta identico per tutta la durata indicata. Il venditore si assume il rischio di mercato e te lo fa pagare con un margine più alto.
  • Variabile: paghi un indice pubblico — PUN per la luce, PSV o TTF per il gas — più uno spread fisso. Il rischio di mercato resta tuo, e per questo lo spread è più basso.

Scegli il fisso se…

  • hai un bilancio rigido e ti serve sapere in anticipo quanto uscirà ogni mese;
  • i prezzi all’ingrosso sono su valori storicamente bassi e il fisso offerto è vicino a quelli;
  • hai consumi molto alti, dove uno scarto di pochi centesimi al kWh diventa centinaia di euro;
  • semplicemente non vuoi pensarci per un anno, e sei disposto a pagare un premio per questo.

Scegli il variabile se…

  • puoi assorbire una bolletta invernale più alta senza problemi;
  • i prezzi sono in una fase alta e bloccarli significherebbe cristallizzare il picco;
  • guardi la bolletta con regolarità e sei disposto a cambiare quando serve;
  • vuoi il costo mediamente più basso nel lungo periodo, accettando che qualche mese sarà caro.

L’errore ricorrente

Passare al fisso dopo aver visto tre bollette altissime. È il momento peggiore: i prezzi fissi offerti in quel periodo incorporano già le aspettative di rialzo, e ci si lega al punto più caro dell’anno per i dodici mesi successivi, spesso proprio mentre il mercato inizia a scendere. La scelta va fatta a mente fredda, non sotto l’effetto di una bolletta appena arrivata.

La terza via

Esistono offerte miste, che bloccano una parte del prezzo e lasciano indicizzata l’altra, e offerte FLAT, che propongono un importo mensile fisso a fronte di un consumo massimo predefinito. Le seconde vanno lette con molta attenzione: superata la soglia di consumo inclusa, il prezzo dell’eccedenza è quasi sempre molto più alto della media di mercato.

Prima di decidere

Guarda i tuoi consumi degli ultimi dodici mesi e chiediti cosa succederebbe al tuo bilancio se la bolletta di gennaio fosse del 50% più alta. Se la risposta è "niente di grave", il variabile è statisticamente la scelta più economica. Se la risposta è "sarebbe un problema", il fisso vale il premio che costa. Se vuoi una mano a fare il conto, siamo al 02 4070 6191.

Domande frequenti

Il prezzo fisso è più sicuro?

È più prevedibile, che non è la stessa cosa. Ti protegge dai rialzi e ti esclude dai ribassi. La sicurezza che compri è sulla pianificazione della spesa, non sul risparmio.

Con il variabile il fornitore può alzare il prezzo quando vuole?

No. Può cambiare lo spread solo alla scadenza del periodo garantito e con tre mesi di preavviso. Quello che varia da solo è l’indice pubblico, che nessun venditore controlla.

Posso passare da variabile a fisso durante il contratto?

Non all’interno dello stesso contratto, di norma. Ma puoi sempre sottoscriverne un altro, anche con lo stesso venditore: per i domestici non ci sono penali di uscita.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.

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