Contratti non richiesti: come ci si difende

Ti sei ritrovato con un fornitore che non hai scelto. È una situazione prevista dalla regolazione, con procedure precise per tornare indietro.

Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2026

Succede più spesso di quanto si creda: una telefonata a cui si è risposto distrattamente, una firma raccolta sull’uscio di casa "solo per ricevere informazioni", un contratto attivato senza un consenso valido. La regolazione italiana prende la cosa sul serio e prevede procedure specifiche.

Come riconoscerlo

  • Arriva una bolletta da un venditore che non hai scelto.
  • Ricevi una lettera di benvenuto per un contratto che non ricordi.
  • Il tuo venditore abituale ti comunica che la fornitura è passata ad altri.
  • Ti chiamano per "confermare i dati" di un contratto mai discusso.

Cosa fare, in ordine

  1. Muoviti subito. Se sei entro i quattordici giorni dalla conclusione del contratto, la strada più semplice è il ripensamento: non serve motivare nulla.
  2. Scrivi al venditore contestando formalmente l’attivazione non richiesta, chiedendo copia del contratto e della registrazione o del documento su cui si fonda il presunto consenso.
  3. Informa il venditore precedente, che spesso ha interesse a riacquisire il cliente e conosce la procedura.
  4. Conserva tutto: date, numeri di protocollo, ricevute di invio, eventuali registrazioni.
  5. Se non si risolve, attiva il Servizio conciliazione o rivolgiti a un’associazione dei consumatori.

Il consenso deve essere provato

Non basta che il venditore affermi che hai accettato: deve poter dimostrare come è stato acquisito il tuo consenso. Per i contratti conclusi a distanza esistono requisiti precisi sulla documentazione e sulla conferma. Chiedere copia della prova è un diritto, ed è la richiesta che sblocca la maggior parte dei casi: quando la prova non c’è, la posizione del venditore cade.

Come non finirci

  • Non dare mai il POD, il PDR o il codice fiscale a chi telefona: sono tutto ciò che serve per attivare una richiesta.
  • Non firmare nulla sull’uscio "solo per ricevere il preventivo".
  • Chiedi sempre nome, cognome e società di chi chiama, e riaggancia se sono vaghi.
  • Diffida di chi si presenta come incaricato di ARERA o del "passaggio obbligatorio": ARERA non telefona ai clienti.
  • Iscriviti al Registro delle opposizioni.

Il tempo conta

Prima ti accorgi e prima contesti, più semplice è tornare indietro. Un’attivazione contestata dopo due mesi si risolve comunque, ma con più passaggi. Vale la pena guardare chi manda la bolletta ogni volta che ne arriva una.

Se ti è successo, chiamaci al 02 4070 6191: ti diciamo in che fase sei e cosa scrivere.

Domande frequenti

Come me ne accorgo?

Di solito da una bolletta di un venditore sconosciuto, o da una lettera di benvenuto per un contratto che non ricordi di aver firmato. A volte dalla comunicazione del vecchio venditore che ti saluta.

Devo pagare le bollette del venditore che non ho scelto?

L’energia consumata è comunque stata consegnata, quindi non si tratta di non pagare nulla. Ma la regolazione prevede meccanismi di ricostruzione del rapporto: contesta subito per iscritto e non limitarti a smettere di pagare.

Posso tornare dal vecchio fornitore?

Sì. Una volta accertata l’attivazione non richiesta, è previsto il ripristino delle condizioni precedenti. Va però attivata la procedura, non basta lamentarsi al telefono.

Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.

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