Succede più spesso di quanto si creda: una telefonata a cui si è risposto distrattamente, una firma raccolta sull’uscio di casa "solo per ricevere informazioni", un contratto attivato senza un consenso valido. La regolazione italiana prende la cosa sul serio e prevede procedure specifiche.
Come riconoscerlo
- Arriva una bolletta da un venditore che non hai scelto.
- Ricevi una lettera di benvenuto per un contratto che non ricordi.
- Il tuo venditore abituale ti comunica che la fornitura è passata ad altri.
- Ti chiamano per "confermare i dati" di un contratto mai discusso.
Cosa fare, in ordine
- Muoviti subito. Se sei entro i quattordici giorni dalla conclusione del contratto, la strada più semplice è il ripensamento: non serve motivare nulla.
- Scrivi al venditore contestando formalmente l’attivazione non richiesta, chiedendo copia del contratto e della registrazione o del documento su cui si fonda il presunto consenso.
- Informa il venditore precedente, che spesso ha interesse a riacquisire il cliente e conosce la procedura.
- Conserva tutto: date, numeri di protocollo, ricevute di invio, eventuali registrazioni.
- Se non si risolve, attiva il Servizio conciliazione o rivolgiti a un’associazione dei consumatori.
Il consenso deve essere provato
Non basta che il venditore affermi che hai accettato: deve poter dimostrare come è stato acquisito il tuo consenso. Per i contratti conclusi a distanza esistono requisiti precisi sulla documentazione e sulla conferma. Chiedere copia della prova è un diritto, ed è la richiesta che sblocca la maggior parte dei casi: quando la prova non c’è, la posizione del venditore cade.
Come non finirci
- Non dare mai il POD, il PDR o il codice fiscale a chi telefona: sono tutto ciò che serve per attivare una richiesta.
- Non firmare nulla sull’uscio "solo per ricevere il preventivo".
- Chiedi sempre nome, cognome e società di chi chiama, e riaggancia se sono vaghi.
- Diffida di chi si presenta come incaricato di ARERA o del "passaggio obbligatorio": ARERA non telefona ai clienti.
- Iscriviti al Registro delle opposizioni.
Il tempo conta
Prima ti accorgi e prima contesti, più semplice è tornare indietro. Un’attivazione contestata dopo due mesi si risolve comunque, ma con più passaggi. Vale la pena guardare chi manda la bolletta ogni volta che ne arriva una.
Se ti è successo, chiamaci al 02 4070 6191: ti diciamo in che fase sei e cosa scrivere.
Domande frequenti
Come me ne accorgo?
Di solito da una bolletta di un venditore sconosciuto, o da una lettera di benvenuto per un contratto che non ricordi di aver firmato. A volte dalla comunicazione del vecchio venditore che ti saluta.
Devo pagare le bollette del venditore che non ho scelto?
L’energia consumata è comunque stata consegnata, quindi non si tratta di non pagare nulla. Ma la regolazione prevede meccanismi di ricostruzione del rapporto: contesta subito per iscritto e non limitarti a smettere di pagare.
Posso tornare dal vecchio fornitore?
Sì. Una volta accertata l’attivazione non richiesta, è previsto il ripristino delle condizioni precedenti. Va però attivata la procedura, non basta lamentarsi al telefono.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.