Il distacco per morosità è la paura più diffusa e la procedura più fraintesa. Non è un interruttore che qualcuno abbassa: è un percorso con passaggi obbligatori, termini minimi e diversi punti in cui si può intervenire.
La sequenza
- Fattura scaduta e non pagata. Da sola non produce effetti immediati.
- Costituzione in mora. Il venditore invia una comunicazione formale, con un termine per pagare. È l’atto che fa partire l’orologio, e va letta con attenzione.
- Termine per il pagamento. Se paghi entro quella data, la procedura si ferma.
- Richiesta di sospensione al distributore, se il termine scade senza pagamento.
- Sospensione della fornitura, in genere preceduta da una riduzione di potenza per l’energia elettrica.
- Risoluzione contrattuale, se la situazione non si sana: è lo stadio finale, dopo il quale serve un subentro per riattivare.
Le tutele
- Clienti vulnerabili: tempi più lunghi e limiti alla sospensione. Verifica di essere registrato come tale.
- Apparecchiature salvavita: la sospensione per morosità non è consentita. La condizione va comunicata e documentata.
- Importi contestati: se hai presentato un reclamo motivato sugli importi, questo incide sulla legittimità della procedura. È il motivo per cui contestare per iscritto conta molto più che contestare al telefono.
- Errori procedurali: una sospensione eseguita senza rispettare i termini o senza valida costituzione in mora dà diritto a indennizzi.
Cosa fare, in ordine di efficacia
- Non ignorare la comunicazione. È il momento in cui hai più opzioni e ne perdi una ogni giorno che passa.
- Chiedi la rateizzazione per iscritto. Un piano di rientro accettato sospende il percorso.
- Paga la parte non contestata, se stai contestando un importo: separa il merito dal problema di cassa.
- Verifica di essere vulnerabile: molte persone lo sono e non risultano.
- Rivolgiti ai servizi sociali del Comune se la difficoltà è strutturale: esistono strumenti di sostegno, oltre al bonus sociale.
La riattivazione
Dopo il pagamento, la riattivazione deve avvenire entro i tempi fissati dagli standard di qualità; il superamento dà diritto a indennizzo automatico. Se invece si è arrivati alla risoluzione del contratto, non basta pagare: serve un nuovo contratto e un subentro, con i relativi costi.
La cosa da non fare
Smettere di pagare per protesta. Le quote fisse continuano a maturare anche a fornitura sospesa, il debito cresce e la posizione negoziale peggiora. Se una bolletta è sbagliata, si contesta per iscritto pagando il resto: è più efficace e costa meno.
Se hai ricevuto una comunicazione di mora e non sai come muoverti, chiamaci al 02 4070 6191: la data sulla lettera dice quanto tempo hai, ed è la prima cosa da guardare.
Domande frequenti
Possono staccarmi senza avvisare?
No. Prima della sospensione il venditore deve inviare una comunicazione di costituzione in mora, con un termine per pagare. Solo dopo quel termine può attivare la procedura.
Posso chiedere una rateizzazione?
Sì, ed è quasi sempre concessa: al venditore interessa incassare. Chiedila per iscritto e prima della scadenza, non dopo la comunicazione di mora.
Se c’è un apparecchio salvavita in casa?
La sospensione per morosità non è consentita. È una situazione da comunicare formalmente al venditore, con la documentazione, il prima possibile.
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce le condizioni contrattuali del tuo fornitore né la normativa vigente. I riferimenti alle delibere ARERA sono indicati dove utili. Voltino non è affiliato ad ARERA e non è un venditore di energia.